Karl Lagerfeld, nell’anniversario della nascita il suo legame con la Cina

Il 10 settembre ricorre l’anniversario della nascita di Karl Lagerfeld, uno dei protagonisti assoluti della moda contemporanea. Nato ad Amburgo nel 1933 e scomparso a Parigi nel 2019, lo stilista ha lasciato un’eredità che continua a influenzare il mondo del fashion.

Nel ricordare il suo straordinario percorso creativo, c’è un capitolo particolarmente interessante da approfondire: il rapporto di Karl Lagerfeld con la Cina.

Un dialogo fatto di arte, moda e immaginario orientale che raggiunse uno dei suoi momenti più spettacolari nel 2009, quando Chanel portò a Shanghai la celebre collezione Paris-Shanghai Métiers d’Art.

Chanel Paris-Shanghai: la sfilata del 2009

Il 3 dicembre 2009, Chanel presentò a Shanghai la collezione Paris-Shanghai Métiers d’Art 2009/10. La passerella venne allestita su una chiatta sul fiume Huangpu, con lo skyline illuminato di Pudong come scenografia naturale.

Lagerfeld trasformò Shanghai non semplicemente nello sfondo dello show, ma in una parte essenziale della narrazione. La collezione proponeva infatti una visione della Cina filtrata attraverso i codici estetici della Maison francese.

La Cina reinterpretata attraverso Chanel

Nella collezione apparivano numerosi riferimenti all’abbigliamento e all’immaginario cinese: qipao, colletti alla mandarino, decorazioni rosso lacca, sete, ricami dorati e richiami alle uniformi dell’epoca maoista.

Non si trattava però di una ricostruzione storica. Lagerfeld mescolava liberamente epoche, simboli e suggestioni differenti, reinterpretandoli attraverso elementi immediatamente riconoscibili di Chanel, dal tweed alle lavorazioni degli atelier della Maison.

Il risultato era una Shanghai immaginaria, sospesa tra passato e modernità, tra eleganza parigina e suggestioni orientali.

Gabrielle Chanel e il fascino della Cina

Il rapporto tra Chanel e l’immaginario cinese, tuttavia, non iniziò con Karl Lagerfeld. Gabrielle Chanel non visitò mai la Cina, ma era profondamente affascinata dall’arte e dalle decorazioni cinesi.

Nel suo appartamento al 31 rue Cambon a Parigi conservava preziosi paraventi cinesi in lacca Coromandel. Quegli oggetti alimentavano un viaggio immaginario verso l’Asia e sono rimasti parte dell’universo visivo della Maison.

Uno dei paraventi presenti nell’appartamento raffigura Hangzhou e il celebre Lago dell’Ovest. Molti anni dopo, Chanel avrebbe scelto proprio Hangzhou per presentare la collezione Métiers d’Art 2024/25, mostrando quanto questo legame con la Cina sia rimasto vivo nel tempo.

Il film “Paris-Shanghai: A Fantasy”

Per accompagnare la collezione del 2009, Lagerfeld realizzò anche il cortometraggio Paris-Shanghai: A Fantasy.

Il film costruiva un viaggio immaginario di Coco Chanel verso Shanghai, giocando volutamente con fantasia, storia e mito. Era un modo per collegare l’interesse di Gabrielle Chanel per la chinoiserie alla visione contemporanea della Maison.

Lagerfeld, Chanel e i nuovi volti della moda asiatica

Gli anni di Lagerfeld coincisero inoltre con la crescente presenza dei talenti asiatici nella moda internazionale. Modelle cinesi come Du Juan e Liu Wen contribuirono a rendere sempre più visibile l’Asia sulle passerelle e nelle campagne dei grandi marchi internazionali.

Nello stesso periodo, la Cina stava diventando un mercato e un centro culturale sempre più importante per il lusso globale. Portare una collezione Métiers d’Art direttamente a Shanghai significava quindi anche riconoscere il peso crescente dell’Asia nella geografia internazionale della moda.

L’eredità di Karl Lagerfeld tra Parigi e Shanghai

A distanza di anni, la sfilata Paris-Shanghai resta uno degli esempi più riconoscibili della capacità di Karl Lagerfeld di trasformare un luogo in una narrazione di moda.

Il suo rapporto con la Cina va letto all’interno di una visione creativa fatta di contaminazioni, reinterpretazioni e viaggi immaginari: non una semplice riproduzione della tradizione cinese, ma un incontro tra l’universo Chanel e un Oriente osservato attraverso lo sguardo dello stilista.

Oggi quel dialogo continua. La stessa Chanel è tornata in Cina con la collezione Métiers d’Art 2024/25 a Hangzhou, riallacciandosi direttamente ai paraventi Coromandel tanto amati da Gabrielle Chanel.

Da Parigi a Shanghai e Hangzhou, la storia della Maison dimostra così come l’incontro tra moda europea e cultura asiatica continui a generare nuove interpretazioni, mantenendo vivo uno dei capitoli più affascinanti dell’eredità creativa di Karl Lagerfeld.